martedì 18 giugno 2013

cose che ci piacciono ancora e cose che non ci piacciono più

ory&belfy performing i cappelli bianchi d'estate


cose che ci piacciono ancora 

i cappelli bianchi d'estate
alcuni gruppi musicali che cominciano per d. tipo depeche mode e duft punk
le camicie da uomo
credere in un progetto
lo chignon
le ricette delle amiche. tipo quelle della gipsy
la tinta unita
i Ray-Ban in generale. gli aviator di più ancora
le Converse All Star. anche senza lacci
ascoltare
i jeans skinny, che non si infilano mai sotto le scarpe
lavorare con passione. crederci ancora
quella gran culo di gwyneth paltrow (aridaje)
ikea
lou dillon e charlotte gainsbourg
le borse a mano
il cappotto color cammello
la amiche che quando sono tristi te lo dicono e ti raccontano perché
il piumone anche d'estate
la campagna
le vacanze low profile, magari in un paesino dove il 3G non prende
il blu
le gonne longuette
la maglietta della salute
il rossetto rosso. di Chanel
le trattorie di paese, dove chi cucina ha i capelli bianchi, è sovrappeso e porta il grembiule
il fiorino fiat
dimenticare, ma anche ricordare
le T-shirt bianche
andare al cinema
jovanotti. per quello che canta e perché ha sempre la stessa moglie
l'avocado nell'insalata
i sandali da tedesco
romina power, soprattutto quando ancora era felice con al bano a cellino san marco, e quel suo non-so-che nel mettersi sempre qualcosa nei capelli (da copiare)
le espadrillas
i mirtilli e i centrifugati (di tutto)
le persone di talento che quasi si nascondono
le fughe inaspettate. anche solo per andare a un concerto
svegliarsi alle 6
la sardegna e formentera fuori stagione
Valentino Garavani
il concetto di aperitivo
i capelli molto scalati
il gelato nella coppetta
dire grazie, prego, per favore, e tu?
i peli superflui che in fondo ci ricordano da dove veniamo
whatsapp, soprattutto dopo le 22.00
le serate solo donne
ory, senza pannolino e con il letto senza sbarre, e belfy che non vuole mettersi i sandali e ha paura di fare il bagno






cose che non ci piacciono più

lo smalto colorato sulle unghie. soprattutto quello fluo
le slippers, a meno che non siano molto, ma proprio molto, speciali
la coda di cavallo
il sushi
i carboidrati raffinati
il francese
chi si offende se non telefoni spesso
i blog (vale pure per me)
i leggings
le scarpe da running colorate indossate per uscire. e non per correre
il nero
ballarò e otto e mezzo
i latticini
le shopping bag
il piumino da montagna
le minigonne dopo i 20 anni in città (vale anche per le gambe della Gwyneth)
le T-shirt con le scritte
gli orecchini chandelier
l'orologio
le infradito
i capelli troppo lunghi o troppo decolorati

l'ultima Madonna
la competizione
i giovani senza desideri
i giovani senza ambizioni
il forno ventilato
i quadri, a meno che non siano di Goya, Picasso o Andy Warhol (originali)
l'asfalto molle d'estate
i nervosismi
la chirurgia estetica che cancella le espressioni e omologa le anime
gli uomini che non sanno aggiustare niente e quelli che non ci provano neppure a montare i mobili ikea
il wi-fi
i porta chiavi con le iniziali
i jeans troppo chiari
e le borse a tracolla che rovinano i vestiti e intesiscono le spalle
il mango disidratato dell'esselunga. che poi è di noberasco















venerdì 14 giugno 2013

casual friday - fiori + verde inglese e l'immancabile appuntamento con la tintoria

come mi vestirei oggi se non abitassi con gli alieni - anzi, come mi sono vestita, per davvero, oggi. perché sono una mamma coraggiosa






(camicia di seta, San Lorenzo. gonna di seta con stampa fiori, Kenzo. ballerine ultrapiatte, Prada. collana con cristalli e frange, Tataborello. per ory: abito di cotone a macro pois, Cos. 
sneakers di tela, H&M. per belfy: miniabito di cotone, Stella McCartney Kids. ballerine con cinturino, Naturino. calze Calzedonia.)




belfy, parliamone, mi devi già 789 euro di tintoria. sei proprio sicura di voler spiaccicare quel biscotto sulla mia camicia? pensaci

sì, amore, lo so che il lavaggio a secco non rovina i colori brillanti, ma certe macchie lasciano tracce indissolubili. io non tenterei la sorte, che dici?


su le braccia!
(belfy guastafeste)


giovedì 13 giugno 2013

quel giorno in cui mia figlia piccola cominciò a fumare. cioè, oggi

belf travestita da bambina
si prepara a fingere di essere una persona per bene alla festa di Uva a tema rapunzel

non c'è nulla da fare. non si può cambiare il destino. non si può diventare quello che non si è. certo, ci si può travestire. niente di più. e non basta pettinarla con la riga di lato come i bambini inglesi, vestirla di rosa con un po' di ruches e un fiocchetto sotto il colletto. né, tanto meno farle indossare ballerine bon-ton con il cinturino. neppure, la crema profumata serve. non c'è nulla da fare. se nasci wild, resti wild.

se sei selvaggia, ti puoi pure chiamare stella e avere la pelle di porcellana, indossare un miniabito di Baby Dior, ma tanto, poi, sarai sempre quella selvaggia. quella che alla festa di compleanno della bambina più bella della città, invece dei macaron fatti a mano dalla mamma della festeggiata, sceglierai l'opzione b. no non chiederai ancora una fetta di torta con i capelli di rapunzel, ma ti mangerai un mozzicone di sigaretta. un mozzicone di sigaretta raccolto a caso su un prato. e, felice, comincerai a cercarne un altro. e, redarguita, ti butterai su una fetta di lime color pece scappata da un cocktail di un 20enne ruggente la notte prima. cara belfy, grazie per ricordarmi ogni giorno quella magnifica canzone di lou reed che faceva così: hey, babe, take a walk on the wild side


(pret-à-maman indossa T-shirt H&M - messa al contrario -, pantaloni Philosophy di Alberta Ferretti, ballerine Prada, collana Tataborello. belfy indossa abito Baby Dior, body Petit Bateau, ballerine Naturino. per entrambe: braccialetti W la vita di Roberto Giannotti)


allora belf, sorridi alla camera. immortaliamo questo momento di pura femminilità

brava, belfy, sorridi


ragazza da buffet

aspettando il mozzicone

belfy si mangia 3 fette di torta rapunzel
stufa di biscotti, macarons e torte celestiali, belfy esce da un noto locale torinese, in riva al po, alla ricerca di un mozzicone di sigaretta con cui fare esperienza



belfy simpatizza con un gruppo di sconosciuti al parco del valentino. probabilmente spera che qualcuno di loro fumi

belfy chiacchiera con una signora gentile sulle conseguenze della nicotina 

belfy, felice, a caccia di mozziconi

e, dopo, il mozzicone un bel biscottino per aiutare la digestione


p.s.: e comunque, la maternità è un'esperienza meravigliosa. dopo che belfy ha ingoiato un mozzicone per merenda, tornata a casa, mi avvicino a ory che, ipnotizzata, mi fissa un punto in mezzo agli occhi come uno speleologo di fronte a una sorgente anatolica del fiume tigri, e dice: 

mamma cos'è quello? un taglio? 
no amore, è una ruga. ru-ga


martedì 11 giugno 2013

l'estate? preferisco Isabel Marant, grazie

l'estate? non mi interessa, grazie. i ghiaccioli al limone, i bikini paisley, i cappelli a tesa larga li lascio agli altri. tanto in vacanza non ci voglio andare. aspetto l'autunno, io. al diavolo il caldo che non arriva. vorrei il freddo. vorrei la nebbia. le mani ghiacciate. vorrei quell'aria pungente che scolpisce il viso. la prima neve sulle montagne. io aspetto il 14 novembre. il giorno in cui in 250 store H&M di tutto il mondo (e online) sarà in vendita la collezione di Isabel Marant per H&M. tutto il resto è noia. sabbia tropicale, compresa.



lunedì 10 giugno 2013

marito, la crisi, quei meravigliosi anni 80 e io

la nostalgia
perfette inconsapevoli creature degli anni 80: Stephanie Seymour, Cindy Crawford, Christy Turlington, Tatjana Patitz & Naomi Campbell by Herb Ritts



marito mi manda mail apocalittiche, in continuazione. la ripresa non c'è. il pil è in calo. anzi, crolla. la crisi rende gli italiani sempre più poveri. il mondo sta per finire. marito mi manda mail, senza oggetto, né testo. il messaggio, subliminale, di marito è forte e chiaro :"no, non ti comprare quella borsa di Saint Laurent. no, non farlo. risparmia"

marito vive la crisi con più terrore degli altri esseri umani, perché marito ha paura di me. ha paura che un giorno io entri da Saint Laurent e quella borsa la compri veramente. marito ha paura di me. ed è una strana sensazione. non so neppure dire se brutta o bella. 

e io? io dico solo che mi sarebbe tanto piaciuto vivere negli anni ottanta. avere i capelli estremamente scalati, a volte cotonati, le spalline che mazinga zeta a confronto sarebbe stato solo un dilettante. anzi, un dilettante allo sbaraglio. avrei passato le vacanze a saint tropez, mi sarei ricoperta di occhiali a specchio e abiti superstretch di Gianni Versace. meduse ovunque. anche sulla camicia da notte. avrei cantato I like Chopin a squarciagola ogni mattina, avrei letto riviste patinate e sicuramente, qualche sera d'estate, particolarmente ispirata, mi sarei disegnata il neo di Cindy Crawford con la matita marrone. sopra il labbro. e anche se marito sostiene che è tutta colpa di quelli lì degli anni 80, se oggi siamo praticamente sotto un ponte. io sarei voluta essere una di quelli lì. una di quelli che la domenica guardano superclassifica show. e magari, domani, i capelli me li scalo, veramente. alla selvaggia.

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