giovedì 27 novembre 2014

a Giorgio Armani


(da l'Officiel Italia - scritto da me - per uno dei più grandi stilisti del mondo. per dirgli, grazie)



Una notte che è quasi alba. L’inverno, appena l’autunno è finito. L’immagine della luce. Grigio. Come il primo grattacielo di Mies van der Rohe. Come la materia di cui è fatto il pensiero. Con ciò che ne consegue. Quindi, tutto. Amore, compreso. Grigio. Un sasso in un lago. Leggero, lucido, senza spigoli. Come la nebbia che non si trova più. Morbida, fitta, rassicurante. Sofisticata. Grigio. Il colore che avvolge tutti gli altri. Grigio. Silenzio e futuro. Potrebbe essere bianco e sarebbe neve. Potrebbe essere nero e sarebbe inchiostro. Potrebbe essere giallo e sarebbe luna. Se fosse arancione, sarebbe India. Se fosse rosso, sarebbe velluto. Se fosse marrone, sarebbe corteccia. Sempre, grigio. Se fosse azzurro, sarebbe un lago. Se fosse rosa, sarebbe polvere. Se fosse verde, sarebbe un ago di pino. 
Affusolato, austero. Grigio. Come un’idea che non si dimentica. Come un cavo a fibre ottiche che collega il vecchio al nuovo mondo. Come una pietra che porta verso il basso, dove tutto ha inizio. Un tuffo profondo. Grigio. Come la storia che Giorgi Armani ha scelto di raccontare. Dopo il greige e dopo il blu. Maschile e femminile. Maschile/femminile. Maschile+femminile. Grigio. Sintesi ed equilibrio. Essenziale. Il colore che è complementare a se stesso. Nulla di più. Nulla di meno. Come un racconto di Pirandello. Tutto è possibile. Chiunque è possibile. Grigio. Il grigio di Giorgio Armani. Di giorno e di notte. In versione assoluta o in combinazioni di sfumature. Senza esagerazioni, senza interruzioni. Disegni lineari, applicazioni sfumate, leggere intrusioni color lime. Dipinte sul rever di una giacca di flanella, appoggiate sopra la spalla di una tuta antracite. O come spicchi disegnati su un bracciale scultura. Grigio. Questo è il nuovo codice stilistico secondo Giorgio Armani, simbolo di stile per la collezione autunno-inverno 2015. Sperimentazioni di tono, elaborazione dei classici maschili che si trasformano, con rigore, fino a diventare visioni femminili. Tra intuizioni istantanee e riferimenti al passato. Forse, a un mondo ideale. Senza fili, anzi con i fili. Per dimenticare, ogni tanto, l’invasione tecnologica, la smaterializzazione della realtà. Per ritrovare il senso dello stile e della vita. Fatta di persone, incontri, parole, di tessuti che pesano e di pieghe che cambiano linea a ogni passo. Da guardare e sfiorare. Senza filtri né immagini da scorrere velocemente. Il grigio di Giorgio Armani racchiude in mille variazioni il momento stesso in cui si palesa la contemporaneità. Con qualcosa in più: piccoli dettagli che rappresentano la storia di qualcuno che ne comprende l’importanza perché ha contribuito a scriverla, quella storia. Giorgio Armani. Presente e passato. New York incontra Shanghai e Mumbai e Kyoto. Grigio confortevole ma impossibile da comprendere fino in fondo. Bisogna scoprire, immaginare. Grigio come possibilità multipla. Per ventiquattro ore. Metamorfosi della grisaglia maschile che diventa altro. Grazia e armonia. Fino a quell’abito da sera che parla in byte, decorato con listini sovrapposti a contrasto. Simultaneo. Perché tutte le costrizioni, qui, perdono rigidità, scivolano. Volano. Galleggiano. Grigio. Indossato di sera come fosse nero. Più forte. Indossato di giorno come fosse bianco. Più sottile. Grigio, come uno specchio che riflette Giorgio Armani. Talento, coerenza e intuizione. Discreto, leggero e irraggiungibile. Un urlo che sussurra attraverso immagini iconiche. Giacca+ pantaloni soft+scarpe rasoterra (anche di sera). Accessori definiti come opere d’arte. Grigio. Come una visione di Le Corbusier.  Come i rettangoli geometrici di Alan Charlton. Come il mondo di Wim Wenders e le poesie d’amore di Edgar Allan Poe. Come la calma impassibile e come un temporale di febbraio. Come una cascata d’Islanda. Come le pietre da saltare, senza pestare le righe. Come un cancello che apre le porte verso una nuova avventura. Come una parola speciale, scritta a matita, su un foglio di carta. Tutto nello stesso abito. È il grigio di Giorgio Armani.


lunedì 24 novembre 2014

buon natale intelligente

natale adisco - fino al 24 dicembre in via lagrange 5d a torino


dopo aver sperimentato qualunque professione dello spazio-universo (giornalista-autista di oryebelfy-campionessa di  lancio del pannolino - cuoca vegana - assistente alla cattedra di fisica e assistente al corso di nuoto da 3 a 5 anni - blogger - guida turistica per la torino dark - esperte di travestimenti- stylist per gli amici - parrucchiera nell'anima - filosofa taoista per nani under 4) sono diventata commessa e devo dirvi che è un lavoro bellissimo, soprattutto se ogni articolo venduto serve a costruire un pezzo del nuovo hospice dell'ospedale regina margherita di torino per i bambini affetti da malattie rare e incurabili.

come ogni anni, adisco (associazione donatrici italiane sangue e cordone ombelicale), organizza il mercatino di natale in via lagrange 5d a torino (ogni giorno dalle 10 alle 19, orario continuato, chiuso il lunedì mattina).

troverete magia: decorazioni natalizie, boule de neige, peluche, panettoni, cioccolatini, casette di pan di zenzero, gioielli, alberi di natale, pashmine, t-shirt, meravigliosi golf di cashmere per adulti e bambini.

è importante sapere che l'intero ricavato della vendita (il 100%) andrà in beneficenza per la costruzione dell'hospice. se spenderete 5 euro, 50 o 500, ogni centesimo della vostra spesa contribuirà a sostenere questa iniziativa. 

io, come l'anno scorso, ho fatto tutti i regali qui e vi assicuro che ho trovato cose meravigliose e ho amato il giorno di natale ancora di più. 

in fondo significa che per ogni regalo fatto a una persona a cui volete bene, ne farete un altro, molto più importante, a un bambino malato di leucemia.

quindi, spero davvero verrete a trovarci. e se vorrete, ogni martedì, giovedì e venerdì ci sarò anch'io ad aiutarvi a scegliere un regalo speciale (fino alle 14.30 che poi, come cenerentola, mi ritrasformo in chauffeur per andare a prendere ory&belfy a scuola).



ADISCO
mercatino di natale
via lagrange 5D
aperto tutti i giorni
dalle 10 alle 19
chiuso il lunedì mattina








giovedì 20 novembre 2014

quelli che per addormentarsi cantano mad world

Giambattista Valli primavera-estate 2015

l'ho preiscritta a un corso di cinese

le ho spiegato l'importanza della tenacia nella vita

le ho raccontato la sua prima favola (senza principesse) a 1 giorno. dopodiché le ho regalato una montagna di libri

le ho fatto imparare almeno 30 filastrocche di gianni rodari negli ultimi 18 mesi

ogni giorno (anche quando è malata) suona il violino per stimolare l'ippocampo

non le ho mai fatto crescere i capelli oltre le spalle

il suo amico d'elezione, dal primo mese di vita, è un maschio

vive con me

sua nonna è intellettualmente anarchica, l'altra nonna pare uscita da un romanzo di marquez

suo nonno è un fisico

l'altro nonno neppure l'ha conosciuto

suo padre (scusate la settemilionesima ripetizione, ma queste sono cose che segnano) un natale di due anni fa, mi ha regalato una ventola per raffreddare il computer incartata in una scatola di cartone con su scritto amazon.it

non ha mai indossato scarpe inglesi coi buchini, ma solo all star

ha la frangia (in crescita)

mangia integrale e comincia a comprendere il significato dell'essere vegani

non le compro mai giochi se non a natale o al suo compleanno

ho provato a educarla seguendo un'idea vagamente steineriana

credo non abbia mai visto sua madre (io) in gonna, se non prima di andare a un matrimonio

ho provato a rispondere a qualche quiz dai test d'ingresso per una qualsiasi università dell' ivy league. così tanto per sognare un po' (per harvard mi venderei tutti i miei vintage, veritas)

va a scuola in divisa

l'ho portata a teatro tutto lo scorso inverno

in macchina, ascolta musica classica e la canticchia

ha passato in giardino ogni giorno (- qualcuno) della sua vita, a scavare buche con i bastoncini, a raccogliere castagne non commestibili, mangiare cachi, saltare nelle pozzanghere, tuffarsi nelle foglie

la sera, prima di addormentarsi, cantiamo insieme mad world di gary jules e le racconto la storia di un lupo che si chiama grigio che si è perso in un bosco 

non ho avuto il coraggio di guardarla dritta negli occhi per dirle che babbo natale esiste e scende giù da un comignolo con un'amica renna che mangerà un biscotto per lasciare regali impacchettati al polo nord con aiutanti pinguini. ho semplicemente glissato, pensando ad harvard (veritas)

le ho insegnato i nomi dei designers a 1 anno, spiegandole come funziona la filiera del made in italy

mi ha chiesto di portarla a un concerto di jovanotti dopo aver ascoltato ti porto via con me. le ho promesso anche de gregori

le ho comprato una borraccia d'alluminio perché la plastica è difficile da smaltire 



e lei, per natale, ha scritto da sola (su dettatura) una letterina a babbo natale con un pennarello blu, chiedendo come regalo, un ABITO DA SPOSA


(svengo, rinvengo e risvengo, poi rinvengo e ancora risvengo. che sia almeno di Giambattista Valli)










domenica 16 novembre 2014

3,14159 26535 89793 23846 e qualche pensiero

cambiare prospettiva. usare la teoria della relatività per dare un tag colmo di fascino al proprio figlio. perché non è i-rrequieto, i-ngestibile, i-nsopportabile, i-nstancabile, i-ncomprensibile, i-perattivo, i-persensibile e altre stupide i-ntuizioni che cominciano per i.

no, lui è quanto di più vicino all'infinito ci sia nella vostra famiglia. è musica, energia, filosofia, matematica, trigonometria, fisica, meditazione, nirvana.

lui è e=mc2.

è pi greco.

lui non è altro che un affascinante numero irrazionale che tende al sublime. lui è infinito.

lui è quasi velocità della luce. lui che non sta mai fermo nemmeno quando dorme, che non riesce a finire una cosa che già ne sta facendo un'altra, non è altro che una particella in viaggio a quasi 300.000 km/s, anzi a 299.792,458 km/s.

lui che non ha mai dormito negli ultimi 3 anni e che è l'unico al primo anno di scuola materna che non fa il pisolino. eh beh? la luce dorme?

lui non è strano, lui è superluminale. specialmente unico e contemporaneo. profondo come un atomo e veloce come la luce. lui è pura energia che tende all'infinito.

per belfy (e per me.) e per tutte le mamme di quei bambini atomici. che non sono altro che poesia. e infinito.

venerdì 7 novembre 2014

2 anni e 11 mesi con un'attitudine schopenhaueriana



mamma: belfy tra poco è il tuo compleanno

belfy: io festa

mamma: che colore vuoi per la tua festa?

belfy: tutto nero

mamma: sei sicura?

belfy: anche marrone

mamma: che regalo vorresti?

belfy: ovo, mela, cussino

mamma: che? cuscino?

belfy: pe' letto

mamma: un cuscino per il letto?

belfy: sì. anche letto

mamma: vuoi anche un letto?

belfy: grande come ory

mamma: va bene, amore, ma non vuoi, che ne so, il costume di anna o elsa?

belfy: no, ovo

mamma: e la torta? come la vuoi la torta?

belfy: ovo
mamma: a forma di uovo o fatta con l'uovo?

belfy: ovo ovo

mamma: a forma di uovo, al gusto di uovo?

belfy: sì

mamma: va beh. a posto così. chi invitiamo? i tuoi compagni di classe?

belfy: solo banca

mamma: bianca, l'amica di lili o la tua compagna di classe?

belfy: lili e mia

mamma: tutte e due, allora. e poi?

belfy: solo bimbe bianca

mamma: eh? solo bambine che si chiamano bianca?

belfy: sì

mamma: e gli altri? i tuoi compagni di classe li invitiamo però. bianca tua per esempio ha una sorella, mica possiamo invitare solo bianca no?

belfy. solo bimbe bianca. festa mia



alegher. per il linguaggio, magari oltre all'uovo e alla mela, pure il tractatus di Wittgenstein sarebbe una brillante idea regalo che magari è la volta buona che una subordinata la si riesce a infilare nel dialogo. così, per dire

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