mercoledì 29 ottobre 2014

un ultimo giro di giostra o una poiana sul polso?

l'idea di infanzia è più noiosa di una poiana sul polso?



niccolò paganini si è impossessato del mio corpo. mi sono ritrovata, prima ancora che in una selva oscura, ferma ai semafori a esercitarmi con un violino da bambino nel celeberrimo brano noto come patatine fritte. non propriamente l'inno alla gioia, ma una ripetizioni di mi-la e simili quasi infinita.

mi ci sono ritrovata quasi senza accorgermene, quanto meno fino al quinto semaforo, momento in cui, un incredulo signore sopra un auto grigia mi ha guardato con occhi sbarrati per qualche lungo secondo. ho mollato il violino da puffo e ho ostentato indifferenza. in fondo che differenza c'è, cheneso tra mangiare una gomma, fumare una sigaretta, fare una telefonata o ascoltare radio dj. poi ci ho pensato un po' e ho capito che in effetti c'è una gran bella differenza tra chi ascolta katy perry e chi prova patatine fritte ai semafori con un violino che sarebbe piaciuto a david gnomo.

la differenza è che lui (quello di katy perry) sta bene, io (quella di grande puffo), no.

e la conferma l'ho avuta oggi: ory con un guanto da falconiere in mano e una poiana americana appoggiata sul polso.

una poiana tra le dita. perché non con un pezzo di puzzle? un peluche di peppa? una corona della principessa elsa? per lo stesso motivo per cui io, ai semafori, mi cimento con un violino per nani e lei, invece di colorare la renna di frozen, il martedì mattina sta con una poiana sul polso.

e mi sono domandata se per caso non avesse ragione la mia mamma a pensare che a queste povere creature noi mamme tigre-pizza-e-mandolino, stiamo rubando l'infanzia. 

ma vuoi mettere una poiana con il pongo di rapunzel?

domenica 26 ottobre 2014

come crescere figli migliori in 10 punti




1) si va a letto dopo il carosello
peccato che il carosello non esista più. casa simpson - h.20.20. lasciate ogni speranza o voi che entrate: mi scappa la pipì, c'è una cimice in camera mia, ho sognato un drago rosso e blu, c'è un vichingo nel carillon, mamma devo dirti una cosa, stella ha rubato la borsa degli elastici, la lucina non funziona (lacrime). sono le 9.00 e nulla tace. mi scappa (ancora) la pipì, posso riempire l'acqua?, mamma, tu no via, mi canti la canzone?, ripetiamo le filastrocche, facciamo violino, ho sentito un rumore, cos'è un antifurto, papà, ho trovato un soldo, (lacrime). sono le 10 e nulla tace. a che ora era il carosello?

2) ci si veste da soli
nel senso che si sceglie quello che ci si mette. sempre, 100% acrilico. per esempio, io abito con la principessa elsa di frozen e con la sorella rosa di cenerentola. con loro faccio la spesa, mangio la pizza, vado al parco. e per bilanciare la situazione acrilico-24h, mi tocca azzerare la stravaganza e indossare, notte-giorno, all star+pantaloni blu, perché no, non è una questione genetica.

3) il conflitto aiuta a crescere
quinti se si tirano i capelli, si mordono, si spingono, si strappano la camicia, si lanciano in testa i mattoncini di legno perché lei mi ha spezzato il grissino, lei ha preso la mia carrozzina e il mio caschetto per la bici, quella margherita era mia e zeno è un mio amico, mica tuo che neppure sai suonare uno strumento, va tutto bene

4) lo sport tempra l'anima e scalda il cuore
amore vuoi andare a nuoto? 
sìììììì
e tu, little? 
sìììììì
bello nuoto eh, bambine? 
sìììììì
si fanno i tuffi, si va sott'acqua, si fanno gli schizzi… cosa vi piace di più? 
il bus, mamma, il bus che ci porta in piscina. lorenzo patato non si mette neanche la cintura

5) la musica classica salverà il mondo
mamma, sai una cosa? violino non mi piace. ha troppe corde. vorrei suonare il phon

6) la letteratura aiuterà la musica a salvare il mondo
amore, vi leggo la favola. prendi il giovane gambero di rodari. 
no, mamma, noi stiamo con ipad e papà. il gambero di rodari cammina in avanti ma i pesci del giochino di papà fanno i tuffi e le bolle e hanno una canzoncina carina

7) la natura come inizio e fine del tutto
nel senso che belfy si è tuffata in un mucchio di foglie secche con il mio cellulare e ancora lo stiamo cercando

8) l'igiene orale come stile di vita
quantità di dentifricio con effige winnie the pooh ingurgitato negli ultimi 6 mesi: 15 tonnellate
tubetti-campioncino spremuti in bocca come fossero latte condensato: 98

9) dormire rigenera i neuroni e con l'ora legale si dorme di più
infatti belfy, oggi, si è alzata alle 4.50

10) un amico vale un tesoro
oppure una confezione di crostatine al cioccolato. che son sempre cose che legano, soprattutto se hai una mamma che cucina torte senza zucchero/latte/uova/burro

domenica 12 ottobre 2014

cattive compagnie

le ragazze senza colletto rotondo

si nasce. con i capelli mossi, gli occhi azzurri, un temperamento irrequieto, un senso di rigore, con le gambe lunghe e le mani da pianista. si nasce. con l'inclinazione alle cattive compagnie, si nasce. ory è nata così. in mezzo a mille bambini con colletto rotondo e bordato di blu, lei sceglierebbe, sempre e comunque, teddy letame.

ultima conquista: eugenio patato. ineducato ribelle sotto il metro che dispensa insulti e calci senza logica. ory finge di ignorarlo, di non esserne attratta, ma lui è sempre lì. ci aspetta nel parcheggio della scuola, si nasconde dietro la nostra macchina verde per spaventarci, offre merendine ripiene di cioccolato, si tuffa a bomba nella corsia sbagliata a nuoto e mi chiama imbranata. lei lo guarda, si gira dall'altra parte, poi però lo chiama. e ride. l'ho beccata, più di una volta, incantata di fronte a teddy letame intento ad aprire con lo scoppio un pacchetto di patatine, a scartare un biscotto multistrato alla nutella. lui è diseducativo, lei lo ammira. io mi attacco al tram. prima di lui c'era stato silvio, coi riccioli e il dito nel naso. e gomasio, quello delle palettate in testa in spiaggia. io sempre attaccata al tram a immaginare un futuro di lacrime e tormento a fissare l'orologio per contare quanto mancherà al ritorno di uno sgommante teddy letame con ory estasiata, e ovviamente sofferente, al seguito.

poi ci sono le amiche. inutili gli appuntamenti settimanali con il club della musica da camera ad alta densità di micro nerd intellettuali dall'aria francese. inutile pure il vano tentativo, se siamo amiche noi-saranno amiche anche loro. no, gli idoli della ory, sono jessy, capelli lunghi fino alle caviglie, barbie in ogni tasca del caftano di sherling pure a ferragosto, smalto e glitter sui guanti senza dita. e la lisa, una che a merenda tira fuori gomme di masticare a 4 anni e ogni tanto si fa i codini frisé.

ory, poi, frequenta quotidianamente belfy, la peggiore delle compagnie in circolazione.

che mi devo fare delle domande?

sabato 11 ottobre 2014

golf all'inglese e zaini di glitter





non scrivo da 1.000 giorni. forse 100.000. facciamo 1 milione. 1 milione di giorni senza blog. né il mio né quello degli altri. 1 milione di giorni fuori dal mondo della rete, ma dentro il mio mondo. non ho più instagram, né facebook. in realtà, non sono stata abbastanza coraggiosa da eliminarli senza possibilità di ripensare. li ho astratti. come dimenticati. trascinati come icone nel cestino del telefono. rivoluzione fu. questo è il racconto di un'estate per niente voyeurista, di un'estate con un sacco di tempo in più da dedicare ad amori e pensieri. un'estate stile prima della rete. un'estate all'antica. un'estate riposante. un'estate un po' più lenta.

certo, ho perso quasi ogni notizia su claudia galanti e kim kardashian. e non so se kate abbia abbandonato le salopette e optato per un look più boombox, pensando al piccolo george . e questo mi dispiace, ma sono libera. ogni tanto, la dipendenza mi assale e sbircio sul telefono di amici e parenti. e grazie alle amiche, quelle vere, che ogni tanto mi mandano una foto su whatsap, per farmi sentire ancora un po' parte del giro. ma, confesso, e non gufo, mi sento fuori dal tunnel.

va bene, parliamo chiaro, che la sincerità è una di quelle caratteristiche di cui sento più la mancanza da quando sono diventata grande: ha vinto il nano. altro che moda. il nano ha vinto 1 milione (come i minuti di disintossicazione) a 0. vinto, stravinto, stracciato. inutile negarlo.

amo ancora la moda. amo il senso della moda. la storia della moda. le storie che la moda racconta e che continuerà a raccontare sempre. amo l'estrema profondità e serietà che è la moda. e continuo ad arrabbiarmi quando certe persone sembrano non rendersene conto. amo il modo di comunicare della moda, di trasformare in pieghe e sfumature, sentimenti universali ancora da codificare. amo la moda. amo immaginare un attimo prima quello che succederà dopo. amo lo stile, affascinante concetto che esula dalla moda, eppure ne è indissolubilmente legato. nel bene e nel male. amo la moda.

me ne infischio, però, di un sacco di altre cose. me ne infischio delle stagioni, dei quadri-tendenza, dei selfie. non mi interessano le borse status, l'ispirazione forzata dai mercati emergenti. quel paio di scarpe fotografate su ogni giornale. le amavo, ora non me ne importa più. mi annoiano i blog di moda (pure il mio). mi mancano i giornali di moda di 20, anche 10, anni fa. mi manca lo street style quando non si camuffava dietro inutili autoscatti studiati a tavolino. mi manca pure l'autoscatto, quando si chiamava ancora autoscatto.

non vado alla settimana della moda da 3 stagioni. a settembre neppure ho guardato le sfilate online. non per sciatteria, fa tutto parte di un processo di disintossicazione che nella mia mente porterà a nuova creatività. come, quando e perché, ancora non è dato di sapere. a marzo, credo che tornerò a farmi un giro milanese, ne ho voglia. mi è tornata la voglia. il distacco, avvicina, quasi ogni volta.

mi è mancato un po' anche il blog. solo un po'. ora di più.

ory&belfy hanno 35 anni. quasi. si vestono da sole (sempre da principesse, 100% acrilico), rispondono male, dichiarano di avere capito un sacco di cose, si pettinano come snoop doog e hanno scoperto l'incredibile valenza dell'idea di "accessorio". scarpe, elastici. borsette, pochette, marsupi, zaini, mollette, bracciali, forcine, collane, corone, tiare, cerchietti, fasce, ali di farfalla, bacchette magiche, sciarpe, foulard, palline, nastrini, spille, cerotti. tutto sempre da mettere insieme.

la mia amica si è innamorata di fedez. direi anche io. un po' meno di lei, nel senso che il cd non lo comprerò. il che mi fa pensare che dietro ogni madre scorrazzante tra musica-danza-nuoto-judo-creta si nasconda una ribelle educata. perché la ribellione, secondo me, non è mai stata maleducata. l'insensibilità è maleducata, la ribellione mai. largo a tutti i fedez del mondo e alle mamme ribelli. quelle nascoste dietro passeggini con ruote da fuori pista.

ory ha cominciato a suonare il violino ed è gasatissima. belfy ha debuttato a scuola, a musica, a nuoto, a salto al piattello. io sono libera, da instagram e, fino alle 15.30, pure dalle mie figlie. che non è niente male. cari uomini, non sapete voi che gioie perdete. no, non parlo della gravidanza, del parto, di quel legame viscerale, della notti bianche, del saggio di natale e del primo tuffo senza braccioli. è che voi non avete idea di cosa significhi, dopo anni di delirante, e urlante, caotica disorganizzazione, fare la spesa da soli. spingere il carrello senza che nessuno si tuffi di testa sul banco del pesce, che con una mano butti giù 32 scatole di pelati, che si nasconda nel freezer dei surgelati e apra, a tradimento, una busta di rotelle di liquirizia che non avevate intenzione di comprare. voi, non ve le potete godere queste sensazioni qui. io sì.

io ho cominciato a giocare golf, ma non al golf fighetto. al golf all'inglese, quello fatto di bastoni vecchi, scarpe ereditate, una sacca sporca d'erba sempre in macchina, maglioni lisi e campi diversi da scoprire in settimana, che costa meno e non c'è nessuno. per giocare con un'amica, con la mamma. spesso da sola, che è un po' come meditare. occhi nel verde, toc di una pallina, qualche airone. l'idea di far finta di avere una strategia, che poi viene sempre stravolta. ed è terapeutico, per chi soffre di manie del controllo, osservare i programmi che saltano.

continuo ad avere una passione per le scarpe da ginnastica e sto cedendo all'anoressia stilistica. colori ridotti a blu, nero e crema. linee poco marcate. basico. essenziale. quella rassicurante convinzione che l'ipotesi di eleggere un outfit-divisa da declinare quotidianamente sia la scelta giusta.

ory ha compiuto 4 anni e sogna i capelli lunghi fino alle ginocchia come rapunzel e come la sua compagnia katie. ha scelto uno zaino pieno di glitter, e nonostante i miei sforzi di crescerla come un essere indipendente, pronto a lottare per costruirsi una vita straordinaria, sogna di essere una principessa, con amiche principesse, molte corone, pietre luccicanti e un principe a cavallo. belfy, copia ory, ma si sveglia tutte le mattine alle 5.30 e non ha ancora smesso di urlare.

e, sì, penso ancora che la musica classica salverà il mondo. e scriverò, credo che continuerò a scrivere. anche di moda.

martedì 10 giugno 2014

metamorfosi estive

ory e belfy dietro tipiche tende da bar in via d'estinzione

fuggite dal sol leone, ci siamo tuffate nel solito paese dove a mala pena c'è campo per fare una telefonata breve.
abbandonate le vesti di figlie di mamma tigre, ory&belfy si sono infilate le crocs, hanno ordinato un ghiacciolo rosa o verde, dimenticato orari e filastrocche.
marito e io abbiamo ballato sospesi su una piscina ricoperta di palloncini colorati.
mentre ory affronta le onde senza braccioli né salvagente, belfy si cimenta in grandi performance senza pannolino.
io, nel frattempo, cedo alla farinata con cipolle e immagino un'estate gipsy, tribale, con qualcosa di afro.
tra maioliche, frida kahlo e un po' di salvador dalì.

sarà un'estate decisamente Stella Jean
















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