| inconsapevole, a un'ora dal parto, in abito Missoni, borsa Dior, ballerine Repetto |
siccome ho l'influenza e sto più di là che di qua, oggi voglio affrontare un argomento scottante: il parto. no perché anche per il parto avevo un'idea un filo falsata. per capire quanto fossi fuori strada, basta raccontare la mia preparazione all'evento. al corso pre-parto ci sono stata solo 2 volte, non per negligenza, ma per scarso interesse. dopo due ore in cui la malcapitata ostetrica in zoccoli giganti (chissà poi perché obbligano i medici a mettersi quegli zoccoloni con la punta fuori misura? ) provava a spiegare il significato della rottura delle membrane (mi raccomando non chiamatele mai "acque", i ginecologi sono molto snob a proposito della terminologia. se dite "acque", ben che vi vada sghignazzeranno lanciandosi occhiatine inorridite, se dite "membrane" vi prenderanno molto più sul serio, provare per credere), driblando le continue interruzioni delle cicciabbombole in fase pre-esplosiva: "scusi, maaa le cozze le posso mangiare ora che sto in stato interessante?", "senta ma a mia suocera chi glielo spiega che il figlio l'ho partorito io e mica lei che sta pure in menopausa, hahaha" (lo giuro, ho sentito queste domande con le mie orecchie). dicevo, dopo due ore che la povera ostetrica tentava di portare avanti il corso con un minimo di dignità, ho capito che non faceva per me. in compenso ho passato molto tempo a preparare la valigia per l'ospedale. la mia valigia, una morbida Inés de la Fressange rosso fuoco con rotelle, era pronta già 6 mesi prima. contenuto: 8 completi camicia da notte+vestaglia La Perla nuovi di pacca (e va bene che me ne avevano chiesti 5, ma meglio tenersi pronti, sfatti dall'operazione sì ma sciatti mai), ballerine Porselli per la degenza, perché "pantofola" è un termine che in casa mia è stato bandito da generazioni e per noi "la ciabatta" è un tipo di pane un po' unto che assomiglia alla focaccia, 2 set di asciugamani del mercato del forte, 1 pashmina rosa per la nana, 6 completini per la nana, di cui 1 Petit Bateau, 2 Baby Dior, 1 Absorba, 1 Armani Baby e, infine il mio preferitissimo: Il Chloé, meravigliosissima tutina di cotone bianco SENZA marchio visibile se non una minuscola scritta tono su tono, con davantino staccabile effetto smoking. insomma un capolavoro della sartoria per nani taglia XXS. la scelta del primo completo da far indossare alla nana mi è costato almeno 5 mesi di gravidanza e qualche viaggio a destra e sinistra tra piemonte, lombardia e liguria, perché per me era fondamentale che la nana iniziasse la sua vita in modo scintillante. e per chi è malato come me, non si tratta solo di scegliere una tutina magari per la sua linea o per i suoi disegni, ma in quanto mente labile completamente schiava del marketing (mettemi l'immagine giusta, le parole in armonia, fatemi due moine e vi compro tutto, pure il tagliaerba che ti tosa le siepi con le facce dei ragazzi della terza c) il marchio per me non è mica una caratteristica secondaria. il punto è che per la nana ci voleva un brand "giusto", un po' parigino, che non dimentichi i 70s, non troppo logo ma nemmeno troppo nicchia, contemporaneo, alternativo, un po' boho ma pure bon-ton, quel genere che fa tanto Sofia Coppola: un Chloé. quanto a me, per non essere da meno, mi sono presentata il giorno del parto in Missoni verde. peccato che nessuno mi avesse detto che il Missoni non l'avrei mai più rivisto perché l'unica cosa che mi sarei potuta mettere sarebbe stata la federa di un cuscino visto che per almeno 3 settimane dopo il parto a causa della cicatrice non sarei riuscita a camminare in posizione eretta ma solo a 90 gradi come il gobbo di notre dame, che le camicie da notte di La Perla le avrei barattate con la mia vicina di stanza per ricevere in cambio un pijamone di winnie the pooh giallo senape che almeno non ti si strofina sui punti del cesareo, che i nani i primi giorni dopo il parto espellono una quantità di sostanze corporali che al confronto sigourney weaver in alien era una gran signora e che le tutine è meglio prenderle di acciaio inossidabile che almeno non si decompone al primo intoppo e lo puoi pulire con il disinfettante dei pavimenti. ma alla fine non importa, cara nana, tra urla terrificanti nemmeno tua madre fosse jack lo squartatore, getti olimpionici di cacca, graffiate che ancora oggi mi hai lasciato il segno con le tue unghie affilate (ammazza ma non avevi 2 giorni???), e occhiaie viola che guardandomi allo specchio, dopo poche ore che eri nata, ho capito che meno male che in 30 anni avevo dormito parecchio perché ora la pacchia era finita, in fondo in quelle prime notti (o giorni?) in ospedale, una foto in Chloé e Missoni come una famiglia dell'upper east side ce la siamo fatta. il resto è noia.
Amore profondo!
RispondiEliminaTu sei ufficialmente, qualora non lo avessi ancora capito, il mio Mentore.
Tutto il resto,ormai, è noia!
Love
Martha