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mercoledì 15 giugno 2011

il risveglio della salamandra (the wake-up of the salamandr)

ory, the battezand


lo so, sono sparita nel nulla come una salamandra qualsiasi quando evapora l'umidità (ma poi l'umidità evapora? e io comunque le salamandre le amo), è che è stato davvero un periodo denso di qualunque cosa:

-temporali tropicali che ormai madras gli fa un baffo a moncalieri

-battesimi (quello di ory nel battistero romano di albenga. eravamo in 9 e ory ha ululato tutto il tempo perché lei è heavy-metal, nonostante il total look Chloé. io finalmente sono rientrata nel Giambattista Valli anni 50 anche se ho disabilitato i polmoni per 4 ore perché le stecche di balena impossibilitano qualunque tipo di movimento a livello di cassa toracica, ma ormai sto diventando un alien e me lo sento che ridley scott mi manderà un sms per scritturarmi)

-compleanni under 1 (prima quello di adama, +3 mesi rispetto a ory, momento epocale in cui ho rimpianto il periodo in cui ero convinta di avere una figlia timida. altro che timida, è indemoniata e vivrà ai margini della società perché nessuno la vorrà come amica visto che prende a manate coetanei e pure nani più grandi, graffia tutti i maschi, ruba giochi a destra e manca e ha un'attrazione spericolata per le patatine dixie, per le quali sarebbe pronta a tutto, pure a martellare il piede di un compagno di cuscino con una fattoria cantante per appropriarsi del bicchiere contente le patatao meravigliao. aiuto. ecchisseneimporta se lui c'ha quasi 3 anni. già. poi c'è stato il compleanno di violetta, ma lei è una grande di quelle che fanno i 4 anni e capiscono tutto, secondo me sa pure cantare amanda è libera di al bano. qui, ory si è scippata un panino al salame dal piatto di un adulto, si è finita il mio thé freddo poco saggiamente smollato sul prato, ha provato a ingoiare un cespuglio di ibiscus e ha maltratto il povero volante, nano nato nel suo stesso ospedale, un giorno prima di lei, nella camera accanto alla nostra, con un'unica sciagura che gli pesa sulle spallucce: essere maschio e pure perbene. parole che a casa da noi ormai non si sa più cosa significano. marito, fatti coraggio)

-visitato musei (tentando di risvegliare almeno uno tra i milioni di neuroni sopiti che popolano il mio cervello di casalinga, ho coinvolto la mamma di adama con la regola del museo: una volta alla settimana si abbandonano, nell'ordine, il torpore cerebrale, brooke, ridge, hope e steffi, si carica l'oronzo in passeggino, ci si arma di pazienza monacale e si visita un museo. il debutto, al museo del cinema di torino. e devo dire che non è andata affatto male. ory si è ipnotizzata davanti a pane, amore e... mentre adama si è trovata bene sulle chaise longue di velluto rosso. prossima tappa, la mostra cavour genio, seduttore, gourmet. e speriamo in bene, tanta fortuna. quasi, quasi se vado avanti così mi iscrivo all'università e mi prendo una seconda laurea. quando hope e brooke si saranno chiarite, però. e hope sarà tornata con oliver.)

-visionato con passione e trasporto, in una sera monsoniana e in compagnia di marito, rosemary's baby di roman polanski (e capito che siamo tutte nella stessa barca)

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