è ufficiale, sono una giovane. ma molto giovane. di quelle che si commuovono guardando sul tapis roulant (non ho perso nemmeno un etto. padre pio, dammi una mano, se puoi), breaking down, ultimo capitolo della serie di twilight. giovane, giovane, così giovane che ho deciso di non estrarre il dvd a mani nude dal mio mac per farlo roteare fino a beinasco, nonostante gli outfit spaventevoli e le pettinature da balera con cascate di boccoli della famiglia cullen al matrimonio di edward e bella. no, io non ho smesso di guardare. perché sono una romantica. è sono stata premiata. infatti, bella, la sposa, era in Carolina Herrera e Manolo Blahnik. grazie, padre pio. e poi il viaggio di nozze. ah, che sogno. peccato per edward in bermuda e polo. rabbrividiamo. è che vedere un vampiro in bermuda e polo, è tanta roba. trattasi della ben nota sindrome dell'effetto bagnino. sulla torretta è come brad pitt, in città pare fracchia. ma fatti loro, in fondo. di edward e bella, intendo. se vogliono vivere i prossimi 1000 anni in bermuda e polo, facciano pure. poi, è un po' un classico. appena si sposano, gli uomini si insaccano. comunque, io sono una giovane, perché twilight piace ai giovani. e, io come i giovani, sabato sono anche uscita con marito e altri 20 ottuagenari amici. obiettivo, dance dance dance. all night long, dance, dance. (che anzianità). così, dopo un'improbabile stop in un ristorante sotterraneo che serve solo filetti di animali non identificati, probabilmente di origine minerale per la gioia di Stella, io carica, come una fontanella d'artificio, mi sono presentata in tacchi 12+2 di Giuseppe Zanotti Design, perché se le cose si fanno, che si facciano bene. l'importante è portarsi un paio di All Star in macchina. ecco, quindi, che alle 23 ero già.....(suspense) al Jimmiz? no. alla caves du roy? no, no. allora, al ponystep a londra? ecco, non, proprio. no, no, no, ero, da dadadan, a casa. al capezzale di ory delirante con febbre altissima e di belfy affamata che sembrava appena tornata da un ritiro spirituale a somatheeram. le ore, anzi i giorni dopo sono piuttosto irraccontabili. deliri, tremori, giochi del "cucù" alle 4 di notte, pianti, urla, cadute. e come al solito, altro che ora legale. a casa mia, non dorme nessuno da venerdì. poi, a domino, sta finendo ory e comincia belfy. et voila, domino dancing, ne resterà soltanto uno (tratto da highlander, l'ultimo immortale). e, quell'uno, non lo nego, spero di non essere io, che una bella influenza con febbre a 60 magari mi aiuterebbe a buttare giù quei 6012 chili che ancora campeggiano sghignazzanti sui miei fianchi. e va beh, chi vivrà vedrà. darò notizie. c'è da dire, che anche in malattia ory prosegue il suo cammino evolutivo di femmina frivolibus et modaiolis, nota specie mezza umana e mezza chanelliana che fiorisce 2 volte l'anno, a marzo e settembre tra milano e parigi con spiccate tendenze spendaccione. l'oronzo, in malattia, ha infatti mostrato una nuova dipendenza per l'acqua di rose Roberts, di cui si è cosparsa il viso, anche nei momenti peggiori con picchi di febbre a 40°, costringendo marito a cercare in ogni dove la mitica bottiglietta "bu" pur di stoppare il pianto incessante. dopodiché, questa mattina, fresca, appunto, come un bocciolo di rose e con solo 38,5°, ha insistito per infilarsi le mie scarpe di struzzo viola di Christian Dior (perdonami, Stella, ero una bambina, sciocca e inconsapevole. ma ormai, che ci posso fare, abitiamo insieme da tanto tempo, ne abbiamo passate tante, che sai, mica le posso cacciare, no?). oltre ad aver impiegato i pochi momenti di lucidità per specchiarsi ammirando il suo nuovo taglio alla juliette binoche (o alla san francesco, per gli amanti della natura). belfy, invece, ha sorriso a una cornice di cristalli per tutta la mattina. siamo donne, oltre le gambe c'è di più (forse)
lunedì 26 marzo 2012
deliri febbrili con citazioni musicali e cinematografiche a pioggia + quello che le donne non dicono
è ufficiale, sono una giovane. ma molto giovane. di quelle che si commuovono guardando sul tapis roulant (non ho perso nemmeno un etto. padre pio, dammi una mano, se puoi), breaking down, ultimo capitolo della serie di twilight. giovane, giovane, così giovane che ho deciso di non estrarre il dvd a mani nude dal mio mac per farlo roteare fino a beinasco, nonostante gli outfit spaventevoli e le pettinature da balera con cascate di boccoli della famiglia cullen al matrimonio di edward e bella. no, io non ho smesso di guardare. perché sono una romantica. è sono stata premiata. infatti, bella, la sposa, era in Carolina Herrera e Manolo Blahnik. grazie, padre pio. e poi il viaggio di nozze. ah, che sogno. peccato per edward in bermuda e polo. rabbrividiamo. è che vedere un vampiro in bermuda e polo, è tanta roba. trattasi della ben nota sindrome dell'effetto bagnino. sulla torretta è come brad pitt, in città pare fracchia. ma fatti loro, in fondo. di edward e bella, intendo. se vogliono vivere i prossimi 1000 anni in bermuda e polo, facciano pure. poi, è un po' un classico. appena si sposano, gli uomini si insaccano. comunque, io sono una giovane, perché twilight piace ai giovani. e, io come i giovani, sabato sono anche uscita con marito e altri 20 ottuagenari amici. obiettivo, dance dance dance. all night long, dance, dance. (che anzianità). così, dopo un'improbabile stop in un ristorante sotterraneo che serve solo filetti di animali non identificati, probabilmente di origine minerale per la gioia di Stella, io carica, come una fontanella d'artificio, mi sono presentata in tacchi 12+2 di Giuseppe Zanotti Design, perché se le cose si fanno, che si facciano bene. l'importante è portarsi un paio di All Star in macchina. ecco, quindi, che alle 23 ero già.....(suspense) al Jimmiz? no. alla caves du roy? no, no. allora, al ponystep a londra? ecco, non, proprio. no, no, no, ero, da dadadan, a casa. al capezzale di ory delirante con febbre altissima e di belfy affamata che sembrava appena tornata da un ritiro spirituale a somatheeram. le ore, anzi i giorni dopo sono piuttosto irraccontabili. deliri, tremori, giochi del "cucù" alle 4 di notte, pianti, urla, cadute. e come al solito, altro che ora legale. a casa mia, non dorme nessuno da venerdì. poi, a domino, sta finendo ory e comincia belfy. et voila, domino dancing, ne resterà soltanto uno (tratto da highlander, l'ultimo immortale). e, quell'uno, non lo nego, spero di non essere io, che una bella influenza con febbre a 60 magari mi aiuterebbe a buttare giù quei 6012 chili che ancora campeggiano sghignazzanti sui miei fianchi. e va beh, chi vivrà vedrà. darò notizie. c'è da dire, che anche in malattia ory prosegue il suo cammino evolutivo di femmina frivolibus et modaiolis, nota specie mezza umana e mezza chanelliana che fiorisce 2 volte l'anno, a marzo e settembre tra milano e parigi con spiccate tendenze spendaccione. l'oronzo, in malattia, ha infatti mostrato una nuova dipendenza per l'acqua di rose Roberts, di cui si è cosparsa il viso, anche nei momenti peggiori con picchi di febbre a 40°, costringendo marito a cercare in ogni dove la mitica bottiglietta "bu" pur di stoppare il pianto incessante. dopodiché, questa mattina, fresca, appunto, come un bocciolo di rose e con solo 38,5°, ha insistito per infilarsi le mie scarpe di struzzo viola di Christian Dior (perdonami, Stella, ero una bambina, sciocca e inconsapevole. ma ormai, che ci posso fare, abitiamo insieme da tanto tempo, ne abbiamo passate tante, che sai, mica le posso cacciare, no?). oltre ad aver impiegato i pochi momenti di lucidità per specchiarsi ammirando il suo nuovo taglio alla juliette binoche (o alla san francesco, per gli amanti della natura). belfy, invece, ha sorriso a una cornice di cristalli per tutta la mattina. siamo donne, oltre le gambe c'è di più (forse)
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belle voiiiii!!Guarite che domani mattina vi arriva la panacea per tutti i mali.
RispondiEliminavi adoro.
bisou
xx
noi ti adoriamo! wow
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